domenica, agosto 27, 2006

funzione progressiva del capitale

Dal Mit di Boston, ad opera di Negroponte, è nato un programma “1 portatile per ogni bambino”. Sono stati costruiti computer dal prezzo di 100 dollari (78 euro) l’uno, che possono funzionare con una manovella in modo da essere utilizzati anche senza elettricità, quindi in qualunque posto al mondo. Questo computer viene fornito ai ragazzi e si prevede di farne milioni e milioni da destinare ai paesi cosiddetti “sottosviluppati” fino ad arrivare al computer portatile gratuito per tutti i ragazzi.
I primi 500 computer sono stati forniti alla Thailandia scelta come area-test. Il primo ministro thailandese ha detto che però vuole coprire tutta la popolazione infantile thailandese in modo che i bambini “invece dei libri useranno il computer”. Oltre alla Thailandia hanno aderito la Nigeria, il Brasile e l’Argentina. Così Radio radicale, Media e dintorni del 27/8/2006
E adesso per contrasto, leggiamo Il Mattino del 26/8/2006, cronaca di Napoli:
Mai più lettori Mp3 in classe. Il direttore scolastico Alberto Bottino è pronto
a varare una circolare per invitare i docenti a impedire l’ingresso di Ipod,
Creative e altri strumenti del genere nelle aule. Un provvedimento che dovrebbe
anche servire a frenare il caro-scuola. L’ultimo grido nel campo della moda
scolastica, è, infatti, proprio uno zaino completo di Mp3 che è già andato
esaurito in molte cartolerie. «Ai docenti chiederò anche di spiegare ai ragazzi
che non è importante avere lo zaino o il diario firmato - spiega Bottino -
quello che conta, non dimentichiamolo, è studiare». E per studiare non servono i
gadget, ma i libri.
Che dire? Fatto salvo, naturalmente, che il mercato degli zaini e dei vari gadgets scolastici è vergognoso, così come lo è la mentalità gadgettistica in genere, la ciliegina sulla torta è l’ipocrisia bigotta con cui questa operazione reazionario-conservatrice viene giustificata come anticonsumistica; così si getta via, con l’acqua sporca del piccolo-borghese gadgettaro, il pupo di un’innovazione che, benché nasca sotto il segno della globalizzazione capitalistica, apre potenti possibilità di comunicazione globale del sapere, di sua condivisione, di messa in comune di linguaggi, affetti, nonché di innovazioni didattiche (si ipod si può mettere l'intera letteratura mondiale letta, recitata, magari in lingua) insomma di quanto di meglio l’odierno mutamento di paradigma produttivo offre e che naturalmente andrebbe utilizzato in direzione di rapporti sociali alternativi a quelli presenti. Ma per il nostro funzionario l'elettronica è un gadget...
Per il resto anche questo piccolo fatto mostra, oltre alle classiche discussioni sulle contraddizioni antagonistiche che si aprono nel capitalismo odierno, anche che veramente i punti trainanti delle trasformazioni dentro o oltre il capitalismo stanno in altri punti della terra o almeno che non c’è più una linearità del rapporto sviluppo-sottosviluppo che porrebbe l’l’Occidente, specie europeo, ai punti avanzati e che il capitalismo, la sua funzione progressiva le sue atroci contraddizioni e le possibilità di un suo superamento hanno assunto davvero carattere globale.

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