lunedì, settembre 25, 2006

ancora bambini, guerra santa e oppio dei popoli

Questo è quanto oggi ho trovato su Repubblica

Il documentario "Jesus Camp". E' la storia di un tam-tam che dalla proiezione al Tribeca Festival fino all'uscita nelle sale, ha condotto il documentario "Jesus camp" di Heidi Ewing e Rachel Grady, al centro di una discussione sulle pulsioni ultrareligiose dell'amministrazione Bush: il film-realtà descrive, infatti, la storia di tre bimbi, seguiti durante la loro vacanza di "addestramento religioso" al campeggio "Kids on Fire" di Devils Lake, in North Dakota. In una scena i tre bimbi dal viso angelico pregano davanti a un'immagine di cartone del presidente degli Stati Uniti e piangono calde lacrime, implorando di porre fine alla pratica abortiva. E ancora: durante il film, la religiosa evangelica Becky Fischer, fondatrice del campo, chiede gridando ai suoi allievi in tuta mimetica: "Siamo in guerra! Voi ci state?''. E paragona l'indottrinamento dei suoi giovanissimi alunni a quello compiuto dalla madrasse islamiche in Pakistan. Mostrando così bambini e genitori, per i quali la fede religiosa detta legge incontrastata, tanto nella vita privata quanto nelle posizioni politiche. Aperte le porte di un mondo nascosto agli occhi dei più non si torna più indietro: i bambini del campo sono troppo piccoli per votare, ma raccontano un universo esistente, in cui fede e politica sono strettamente intrecciate. E allora, alimentate da un fitto passaparola su Internet, le polemiche su "Jesus Camp" montano e ne fanno un vero e proprio caso, che scatena le furie del reverendo Haggard. Il capo di 30 milioni di fedeli e dell'Associazione nazionale degli Evangelici, infatti, sferra il suo attacco contro il documentario: "E' propaganda dell'estrema sinistra" che "demonizza" gli evangelici.

Che cosa commentare?
Circa l’amministrazione Bush si è ormai detto tutto quello che di peggio si poteva dire (per quanto rimango convinto che una certa politica aggressiva dell’America ha un filo conduttore dalla fine della guerra fredda)
Circa i bambini essi sono ormai una costante del paesaggio di guerra, aperta o latente, contemporaneo (vedi le bambine israeliane che scrivono sui missili, i bambini impiegati dalla malavita come corrieri, quelli che combattono le guerre africane dimenticate ecc.)
Quanto alle religioni, tra Ratzinger sull’Islam (come se il cattolicesimo non fosse della stessa pasta e qaunto al protestantesimo qui sopra abbiamo un esempio americano), l’Islam stesso ecc., insomma, aveva piùche mai ragione quello: davvero oppio dei popoli, droga liberalizzata su tutta la linea

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